
Venerdì 9 gennaio alle ore 21.30 avremo l’onore e il privilegio di avere ospite in sala – per l’evento inaugurale della 7a edizione del Piccolo Festival Tirreno di Follonica – IL GRANDE REGISTA PIPPO DELBONO – e sarà in programma la proiezione del suo ultimo film “Bobò: la voce del silenzio” che proporremo in prima visione a Follonica.
Il trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=pZ2ed32O3FU
Per info e prenotazioni tel:339 388 0312
Chiediamo a tutti gli interessati, viste le tantissime richieste e l’importanza dell’evento, di prenotare solo se sicurissimi di partecipare e avvisare con grande anticipo in caso di defezione
Pippo Delbono sarà ospite anche al Cinema Stella il giorno precedente – giovedì 8 gennaio – e con piacere condividiamo questa bella collaborazione.
Pippo Delbono, attore e regista di fama internazionale, autore di un teatro e di un cinema intimi, poetici e sovversivi, ha dedicato il film “Bobò: la voce del silenzio” all’attore che più di altri è stato il simbolo della sua arte e anche un cardine della sua vita. Al 43° Torino Film Festival il documentario sulla straordinaria vita di Vincenzo Cannavacciuolo – 46 anni nel manicomio di Aversa, poi diventato protagonista del teatro internazionale – ha conquistato tre premi da tre giurie diverse per sensibilità e provenienza, tutte unite nel riconoscere la portata umana, artistica e civile di questo film che si è aggiudicato la Menzione Speciale del concorso internazionale documentari, il premio Interfedi e la menzione del premio Gli occhiali di Ghandi.
Distribuito da Luce Cinecittà, “Bobò: la voce del silenzio” è stato proposto in anteprima al Festival di Locarno.
“Pippo Delbono (Varazze, 1959) è una delle figure chiave del teatro contemporaneo. Cresciuto frequentando e assorbendo le esperienze e le suggestioni del più essenziale ed elevato spettacolo internazionale (dall’Odin Teatre a Pina Bausch, per citare due totem del nuovo teatro), ha sviluppato una sua forma intensa e vivace di rappresentazione, tra performances e regie ecclettiche, teatro e cinema. Come dice la motivazione del premio Europa Realtà Teatrali a Breslavia assegnatagli nel 2009: “Poeta della marginalità e della differenza, Pippo Delbono da sempre fa dell’incontro con l’arte un’esperienza fondamentale per sopravvivere alla disperazione.
Davvero basterebbe osservare la grazia e la musicalità dei suoi gesti, una dote sua quasi innata, per rendersi conto di un valore assoluto e non condizionato del suo essere artista. Riusciva ad esempio a muoversi ai ritmi della musica con un senso del tempo quasi da danzatore professionale. Lui sordomuto, come ricorda Delbono, “percepisce la musica, come se la sentisse dallo stomaco”.
Un documentario intenso e appassionante, costruito con materiali d’archivio lungo 20 anni di collaborazione (300 ore di repertorio), con musiche originali di Enzo Avitabile, fotografia di Cesare Accetta, montaggio di Marco Spoletini. Un sublime manifesto della più elevata Arte dell’Umano, se si può dire così.
In queste settimane il film, distribuito da Luce Cinecittà, girerà per l’Italia presentato dall’autore. Regalerebbe un’esperienza importante esservi presenti.” Massimo Lastrucci, Cineforum.it
“Questo film l’ho fatto per lui, per farlo conoscere al mondo e dargli quello che si merita. Un gesto d’amore per custodirne la luce” (dichiarazione di Delbono ad Anna Bandettini, su la Repubblica).
“Bobò tocca il punto più delicato del nostro presente, quello in cui l’arte incontra la fragilità e non si ritrae. È un film che non chiede di essere “capito”, ma accolto: come si accoglie un respiro diverso dal proprio, con la pazienza di chi si lascia cambiare un po’ dal modo in cui l’altro abita il mondo.” Francesco Puma, Quinlan.it
Vincenzo “Bobò” Cannavacciuolo, sordomuto, analfabeta e microcefalo, ha vissuto per 46 anni nel manicomio di Aversa, dove Delbono lo ha incontrato nel 1995 e portato con sé, nella sua famiglia e nella sua compagnia, fino alla morte avvenuta nel 2019 all’età di 82 anni. Bobò — fino a quel momento invisibile al mondo — si rivela un interprete sorprendente, capace di comunicare con forza e poesia anche senza parole. La sua presenza ridefinisce il linguaggio artistico del regista, trasformando il suo modo di raccontare, di guardare, di creare. «Era un poeta del silenzio, un’anima pura che ci ha insegnato l’umanità – racconta oggi Delbono – Questo film è un gesto d’amore per custodirne la luce, un regalo a Bobò perché tutti conoscano che genio era». Bobò, per esempio, ballava a tempo di musica anche se non riusciva ad ascoltarla. «Non so come facesse – dichiara Delbono – è un mistero. Passavi dal pop a Chopin e lui cambiava danza. Bobò toccava molto il senso del sacro. Lo toccava nella profondità della sua presenza, anche se inconsapevole. Lui non aveva idea del prima e del dopo, era lì, nell’attimo presente, concentrato solo nella vita di ogni piccolo istante. Qualcosa di sacrale, ma anche vicino all’arte dell’attore».
“Bobò” (regia, soggetto e sceneggiatura di Pippo Delbono) si compone di materiali d’archivio raccolti lungo oltre vent’anni: riprese originali, estratti di spettacoli, interpretazioni teatrali e momenti di vita quotidiana che restituiscono con delicatezza e intensità la figura di Bobò. La digitalizzazione di oltre 300 ore di repertorio s’intreccia con nuove riprese realizzate tra Napoli e Aversa, nei luoghi dove tutto è cominciato. La voce narrante è quella dello stesso Delbono, guida sensibile in un dialogo profondo tra memoria e presente. Il montaggio e la scelta musicale accompagnano il racconto con sensibilità, esaltando la ricchezza visiva ed emotiva delle immagini, sostenute dalla musica originale di Enzo Avitabile.
Vi aspettiamo!