Ecco il nuovo programma del Piccolo Cineclub Tirreno valido da venerdì 14 novembre a sabato 6 dicembre. Aperte le prenotazioni al tel: 339/3880312 per il prossimo fim “La tenerezza – L’attachement” che proporremo in prima visione a Follonica – venerdì 14 novembre alle 21.30 – interpretato da una straordinaria Valeria Bruni Tedeschi.

L’Attachement – La Tenerezza, il film diretto da Carine Tardieu, vede protagonista la cinquantenne Sandra  interpretata da una straordinaria Valeria Bruni Tedeschi.

Il trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=g5H2AzbTRco

Ne L’Attachement – La Tenerezza Valeria Bruni Tedeschi interpreta un personaggio che non somiglia né a lei né a tanti suoi ruoli. Lo fa con sorprendete bravura, incarnando una donna che si apre ai legami affettivi. La recensione di Carola Proto.
Donna indipendente e felice di non dover condividere i suoi preziosi spazi con nessuno, un giorno vede la sua vita cambiare improvvisamente. Si trova suo malgrado a condividere la quotidianità con la vicina di casa e i suoi due figli.
Gradualmente e contro ogni previsione, Sandra si affeziona alla sua nuova vita famigliare allargata e si interroga sul rapporto che si è creato tra loro.

“Un film di cui ci si innamora. La storia di esseri umani fragili raccontati con uno sguardo empatico che commuove.”

“Film d’interni e di dialoghi, di famiglie biologiche ma soprattutto putative, è sentimentale nel senso più nobile del termine: non confeziona alcuna storia d’amore tradizionale, non converte i suoi personaggi a sovrastrutture in cui non credono, ma intesse un elogio intelligente e prezioso dell’empatia, dell’atto di prendersi cura gli uni degli altri, del gesto rivoluzionario che è lasciar entrare l’altro, senza etichette né DNA condiviso.” Ilaria Feole, FilmTV

“Qual è la differenza fra amore e attaccamento?”, chiede L’attachement – La tenerezza della regista francese Carine Tardieu, che adatta per il grande schermo il romanzo “L’intimité” di Alice Fernay insieme alle cosceneggiatrici Raphaele Moussafir e Agnès Feuvre. La risposta non è lapidaria ma empatica, e sembra suggerire che ci siano attaccamenti più forti e più nobili dell’amore, perché non implicano il possesso e comportano invece il rispetto della libertà di chi ci è caro.

L’attachement – La tenerezza non commette mai l’errore fatale di accontentarsi della sua premessa narrativa e restare inchiodato lì, portando il pubblico a conclusioni prevedibili. Qui accadono invece un sacco di micro e macro eventi che continuano a cambiare le carte in tavola, per noi spettatori e per i protagonisti, e che richiedono costanti aggiustamenti – come la vita, del resto. I rapporti non si limitano al quartetto centrale, ma si allargano ad altre figure, come la sorella di Sandra, la nonna dei bambini (una delicatissima Marie-Christine Barrault) e il padre naturale di Elliott (il sempre sorprendente Raphaël Quenard).

“Occuparsi di un’altra vita richiede forza”, dice Sandra, parlando del perché non ha voluto figli, ma di fatto la vita la porta ad occuparsi di tante altre esistenze, e lei lo fa con grazia e generosità: il che non le impedisce di rimanere una donna adulta e indipendente “di cui non ci si deve preoccupare”, che fa scelte ragionate (ma sa anche aprire il proprio cuore e ascoltarne il battito altrui). Tardieu racconta la storia di questo pugno di esseri umani fragili e affettuosi con una morbidezza di sguardo che commuove senza mai diventare melensa: e il contatto fisico, mai nominato, è l’architrave di una narrazione che comincia con i gesti di una madre pieni di cura nel vestire suo figlio e finirà con un’adesione corpo su corpo del tutto priva di violenza.

“Valeria Bruni Tedeschi è bellissima (non solo nel senso estetico ma in quello etico) nel ruolo di Sandra, ed evidentemente la regista è stata abilissima nel tenere a freno i potenziali istrionismi della sua prima attrice, allo stesso tempo evidenziandone la natura anarchica e mercuriale. Tardeu è anche bravissima a far recitare con infinita naturalezza i bambini in scena e l’eccellente Pio Marmaï nel ruolo di Alex, uomo responsabile e gentile ma a volte retorico, intento all’occasionale mansplaining ma pronto ad accettare fino in fondo, nelle sue umane contraddizioni, una femminista convinta come Sandra. Lo stesso Elliott (l’adorabile César Blotti) è un bambino cinematografico sui generis: intelligente, intuitivo, sempre presente a se stesso, maturo senza diventare un adulto in miniatura, evidentemente cresciuto nella chiarezza e nella verità.” Paola Casella, Mymovies.it

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