Sarà il mitico regista Gianni di Gregorio l’ospite speciale della serata evento che aprirà la stagione del Piccolo Cineclub Tirreno di Follonica – sabato 18 ottobre alle 21.30. Per info e prenotazioni tel: 339/3880312. Di Gregorio (autore del delizioso Pranzo di Ferragosto nel 2008, con cui si aggiudicò il David di Donatello) introdurrà gli spettatori alla visione – in anteprima provinciale – della sua ultimissima commedia “Come ti muovi sbagli”, presentata e accolta con grandi applausi – poche settimane fa – al Festival di Venezia – e incontrerà il pubblico presente in sala.


Oltre a Di Gregorio, sono protagoniste della commedia le bravissime attrici Greta Scarano e Iaia Forte.

Il trailer del film:
https://youtu.be/6XhE9IDWaMg?si=p3ZSJh4gS9IMYd6M

Trama:
La storia. Roma oggi, un professore ultrasettantenne trascorre placidamente le sue giornate da pensionato scandite da una certa routine.
Ma tutto cambia all’improvviso quando, senza preavviso, la figlia bussa alla sua porta. Il suo matrimonio è ormai alla deriva e lei si trasferisce temporaneamente da lui con i suoi due figli, bambini vivaci e tutt’altro che facili da gestire. La casa tranquilla si riempie di rumori, corse, disordine e caos. Il professore, abituato alla calma, si ritrova catapultato in un vortice di nuove responsabilità e imprevisti.
“Come ti muovi, sbagli” è una commedia simpatica e gentile. Un racconto che scivola via su un copione ben scritto, che coniuga realismo e umorismo garbato, regalando suggestioni acute e divertenti. Un cinema che si apprezza con facilità, per la sua scorrevolezza ma anche per i suoi lampi di poesia quotidiana.

Rassegna stampa:
“Il cinema di Gianni Di Gregorio è una boccata d’aria pura. Lontano dalle sovrastrutture, niente ideologie, né vezzi o ghirigori. Un cinema di persone, e di elementi topici di quella normalità che diventa poesia. L’autore romano, esploso nel 2008 grazie alla folgorazione Pranzo di ferragosto (dopo aver firmato la sceneggiatura di Gomorra di Garrone, per cui era stato assistente alla regia), è tra i pochi ad essere riconoscibile, ma è anche tra i pochi a saper intercettare l’umore di un mondo diventato troppo veloce, provando a farlo respirare.

Tuttavia, la forza del (suo) cinema risiede in questo: prendersi cura del tempo. Perciò, il suo quinto lungometraggio, Come ti muovi, sbagli – presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2025 – ragiona per domande (senza l’ardire di prevedere per forza delle risposte, anzi), smuovendo la sedimentata ossessione moderna per le nostre invalicabili zona di comfort.

Perché, la prima domanda che si pone Gianni Di Gregorio – che in Come ti muovi, sbagli interpreta il professore – riguarda il concetto di felicità. O meglio, di serenità. Come si può essere sereni, oggi? Semplice. Evitando. A settant’anni è pure più facile. La routine quotidiana aiuta. Una bella casa, la passeggiata, la chiacchiera con gli amici, il caffè con una bella signora (Iaia Forte). Cosa potrebbe intaccare la letizia del professore? Semplice. La famiglia.
Gianni Di Gregorio, in novanta minuti, punta al cuore e all’anima, rivedendo il tema della famiglia come spazio libero e non coercitivo (mica è poco), oltrepassando il sacrificio che la famiglia stessa comporta, esaltando l’incredibile carico d’amore che, spesso, ne consegue. Attraverso l’immagine limpida di un cinema dolce e garbato (basti pensare all’accompagnamento musicale di Ratchev & Carratello), il regista e sceneggiatore – lo script è firmato insieme a Marco Pettenello – illumina i sentimenti attraverso un racconto gentile, ma anche pieno di umorismo e di sommessa conflittualità.

Dietro la sua proverbiale semplicità (che non va confusa con facilità), Come ti muovi, sbagli fin dal titolo punta ai nodi di una vita ingarbugliata, affrontando con il sorriso l’incomunicabilità, l’isolamento emotivo, l’indolenza, il perdono (perché siamo umani, e gli umani sbagliano) e la sempre utile procrastinazione.
Anche a settant’anni, tra una ruga, un cornetto al bar e un vecchio film in bianco e nero, si può cambiare pur restando fedeli a sé, accettando il rischio, sfidando i propri limiti, come sanno fare “le eroine e gli eroi epici”. Grazia e colore, battute e silenzi, Come ti muovi, sbagli dimostra – ancora e ancora – la precisione sentimentale del regista, la sua bravura nello scegliere e dirigere il cast giusto (Greta Scarano e Tom Wlaschiha sono interpreti formidabili), la sua leggera e irresistibile pigrizia, proverbiale e sfacciata. Sinonimo di una poetica in cui potersi davvero rivedere e, forse, anche un po’ capire. Del resto è vero: appena ti muovi, finisci per sbagliare. E allora conviene rischiare, cavalcare il dubbio. Mal che vada, si ricomincia da capo.” Damiano Panattoni, Movieplayer.it

Dichiarazioni del regista:
“C’è una cosa – dichiara il regista – della quale noi umani a quanto pare, non possiamo fare a meno: la famiglia. Infatti, cosa c’è di più bello della famiglia? E cosa c’è di più impegnativo della famiglia, con il suo incommensurabile carico d’amore che schiaccia ogni velleità personale, ogni anelito di libertà e di pace? Questo film è dedicato alla famiglia e dunque all’amore, questa forza che ci fa fare cose che non avremmo mai creduto di poter fare, rendendoci allo stesso tempo formichine al lavoro ma anche eroine ed eroi epici”.
Vi aspettiamo! 

Protected with SiteGuarding.com Antivirus