Venerdì 16 dicembre alle ore 21.30 l’associazione Piccolo Cineclub Tirreno di Follonica organizza, in prima visione, una proiezione speciale, in collaborazione con il Centro Studi Danza di Follonica: ”La vita è una danza” una gioiosa commedia diretta dal grande regista Cédric Klapish, autore alcuni anni fa del bellissimo “L’APPARTAMENTO SPAGNOLO. Per info e prenotazioni tel: 339/3880312.

Venerdì 16 dicembre alle ore 21.30 l’associazione Piccolo Cineclub Tirreno di Follonica organizza, in prima visione, una proiezione speciale, in collaborazione con il Centro Studi Danza di Follonica:

”La vita è una danza” una gioiosa commedia diretta dal grande regista Cédric Klapish, autore alcuni anni fa del bellissimo “L’APPARTAMENTO SPAGNOLO.

Per info e prenotazioni tel: 339/3880312.


”La vita è una danza” di Cédric Klapish , scenografie di Santiago Amigorena e coreografie e musiche di Hofesh Shechter in collaborazione con Thomas Bangalter.
Il trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=Bl1D6mbarc0

Sinossi: La vita è una danza” di Cédric Klapisch è una gioiosa commedia francese diretta dal regista già noto per aver realizzato il delizioso “L’APPARTAMENTO SPAGNOLO” che insegna ad approfittare di tutte le vite che la vita ha da offrire rivolgendo sempre lo sguardo verso il lato più luminoso della vita e abbracciando nuove opportunità.
Protagonista del film la prima ballerina dell’Opéra di Parigi Marion Barbeau, qui nei panni di Elise, una promettente ballerina di danza classica che vive nella capitale francese insieme al fidanzato.
La sua vita perfetta viene però sconvolta il giorno in cui […].

Rassegna stampa: Klapisch rinnova il suo amore per la danza, rivelato nei suoi documentari (Aurélie Dupont, l’espace d’un instant, Dire Merci), cercando di rompere con i pregiudizi sulla danza che sembra sempre solo fatta di fatiche, odio e rivalità, mostrando invece un aspetto molto vero quello dell’amore per l’arte ed il piacere di poterla vivere in condivisione per poterla poi trasmettere al pubblico.
Attraverso il passaggio da una prima ad una seconda vita il regista trova il modo di interrogare il pubblico su cosa sia la danza e se sia meglio quella classica o quella contemporanea, che molti giudicano inconciliabili. Ed è così che in varie situazioni i protagonisti di questo racconto dialogano sulla danza; se sia più bella quella classica, più aerea, leggera, rivolta verso il cielo oppure quella moderna; se la danza col tutù sia ridicola o invece, come dice chi la conosce bene, pura magia.E
Questo film non racconta di coreografi spietati, di competizione, di odio tra colleghi ballerini è un inno alla vita, alla forza, alla determinazione, ai sogni dei giovani ed ai sogni di tutti noi che, anche se volte infranti, vanno fronteggiati ed attraversati sempre.
« Torna a danzare così potrai permettere a tutti noi di avere un piccolo accesso verso la bellezza », dice Josiane ad Elise. Sì davvero la danza è bellezza e ci spiace molto per chi ancora non lo sa.Come scrive Fabio Ferzetti su “L’Espresso”:
“Ci sono diverse ragioni per non perdere il nuovo film di Cédric Klapisch, uno di quei registi-artigiani che si nascondono sempre un po’ dietro ai loro film, come usava una volta, ma avrebbe molto da insegnare a nomi più blasonati. La prima è che racconta molte storie (e molte forme) d’amore in una. La seconda è che non lo fa solo con i mezzi del cinema ma con quelli della danza, classica e poi contemporanea, estraendo da corpi e movimenti emozioni intraducibili senza mai perdere il contatto con lo spettatore (non è un film per iniziati anche se il grande coreografo Hofesh Shechter oltre a interpretare se stesso firma musiche e numeri di danza a dir poco decisivi).
La terza ragione è la ricchezza e l’affiatamento di un cast che oltre a fornire contesto e sottotrame rilancia, esalta, perfeziona i sentimenti in gioco con l’umorismo e la grazia ben noti agli spettatori di “Ognuno cerca il suo gatto” o “L’appartamento spagnolo”. Anche se centro e motore di tutto è sempre la danza.”
Dal film scaturisce la consapevolezza che ognuno di noi può vivere più vite, con coraggio e felicità, e che la danza ha sempre un potere curativo e consolatorio. “Potrei dire prevedibilmente che è un film sulla vita, – le parole del regista – un film sul piacere profondo di chi balla e che nutre questo desiderio di elevarsi, di superarsi. Non condivido quel lato oscuro e doloroso che spesso associamo al mondo della danza. Per molte persone, infatti, la danza classica è associata all’idea di sofferenza. C’è ovviamente del vero in questo: i corpi dei ballerini soffrono come quelli dei grandi atleti. Non nego i sacrifici che richiede. Ma ho preferito focalizzarmi più sull’idea della passione che del sacrificio. Non si può essere ballerini senza essere focalizzati sulla vita, perché ballare è soprattutto uno dei piaceri della vita. La storia del film si basa su un’idea di ricostruzione e rinascita, con il desiderio che ci sia bisogno di andare verso qualcosa di positivo e solare, qualunque siano gli sforzi per raggiungerlo”.
“Élise ha le caratteristiche tipiche di una ballerina” – spiega l’interprete della protagonista Marion Barbeau – “È una combattente, una persona fortissima che si è costruita una corazza intorno dopo la morte della madre. Ma il suo infortunio le insegnerà anche a domare le sue debolezze e a convivere con le sue fragilità. Questo è ciò che ho amato di più nella sceneggiatura: il fatto che Élise non si senta mai dispiaciuta per se stessa, nonostante quello che le succede.”

Luogo proiezione: Sala Tirreno via Bicocchi 53 Follonica (GR) 

Protected with SiteGuarding.com Antivirus