Venerdì 16 marzo un grande film in programma – “Omicidio al Cairo” – premiato al Sundance Film Festival e definito dalla critica uno dei migliori thriller di questi ultimi anni – uscito nelle sale italiane pochissimi giorni fa

Venerdì 16 marzo alle 21.30 un grande film in programma – “Omicidio al Cairo” – premiato al Sundance Film Festival e definito dalla critica uno dei migliori thriller di questi ultimi anni – uscito nelle sale italiane pochissimi giorni fa – un noir capace di lasciar filtrare attraverso la trama ispirata a una storia vera gli indizi di un rompicapo ben più vasto, quello della drammatica e ambigua realtà politica nazionale e internazionale nella quale nasce, si svolge (e si spegne) un’esemplare primavera araba.
Il trailer del film:

► venerdì 16 marzo ➽ ore 21.30

● OMICIDIO AL CAIRO – THE NILE HILTON INCIDENT ●
un film di Tarik Saleh
con Fares Fares, Mari Malek, Yasser Ali Maher, Slimane Dazi, Ahmed Selim, Mohamed Yousry; sceneggiatura: Tarik Saleh; fotografia: Pierre Aïm; montaggio: Theis Schmidt; musiche: Krister Linder; produzione: Atmo Production; distribuzione: Movies Inspired
Svezia, Danimarca, Germania, Francia, 2017; 111 minuti.

➽ Sundance FF 2017, World Cinema, Gran Premio della Giuria; Valladolid IFF, Miglior film, miglior regista e miglior sceneggiatura; Beaune International Thriller FF, Gran Premio al Miglior film poliziesco

➽ Al Cairo, alcune settimane prima della rivoluzione del 2011, il corrotto detective della polizia Noredin lavora nella famigerata stazione di polizia di Kasr el-Nil, quando gli viene assegnato il caso dell’assassinio di una nota star della musica, avvenuto in un hotel di lusso. Ben presto, si renderà conto che l’indagine riguarda anche l’élite di potere vicina al Presidente.

➽ Omicidio al Cairo è un film che ruota tutto intorno al Cairo, al suo passato, al suo futuro e alla gente che vi sta in mezzo. Tre giorni prima di iniziare le riprese, la sicurezza di Stato egiziana ci ha negato ogni tipo di permesso e la produzione è stata costretta a spostarsi a Casablanca. Mi sentivo devastato ma ho pensato a Federico Fellini e al suo Amarcord. Gli abitanti di Rimini giuravano di riconoscere strade, posti e persino case… ma il film era girato interamente a Cinecittà. Ciò mi ha spinto a credere che anche Casablanca potesse sembrare la capitale egiziana: per ricreare una città, occorre saperne cogliere in pieno l’anima.
Traendo ispirazione da una storia vera, ho preferito concentrarmi sul come accadono le cose. Il poliziotto Noredin è la nostra guida, una sorta di principe della città. Spetta a lui il compito di insegnarci l’arte di barcamenarsi con disinvoltura tra corrotti, codici sociali condivisi e persone appartenenti a classi sociali diverse. Spetta a lui a farci scoprire la bellezza del potere e la la bruttezza della verità.
La finzione del racconto ha costantemente corrispondenza nella realtà. A volte, ciò mi spaventa ma a essere onesti è stato anche il motivo per cui ho voluto realizzare il film. (Tarik Saleh)

➽ Omicidio al Cairo di Tarik Saleh è un eccellente noir che riflette amare considerazioni politiche. Il regista svedese di origine egiziana – eclettico autore del film di animazione Metropia, di due documentari con Erik Gandini, Gitmo e Sacrificio, ma pure ex writer e collaboratore video per la cantante pop Lykke Li – si è ispirato a un caso di cronaca (…). Colpiscono molto positivamente sia la sceneggiatura dello stesso Saleh che la messa in scena elegante e perfettamente coerente con il senso della narrazione. (…) Saleh, e noi con lui, muove il suo sguardo in spazi chiusi, con scarsa o nulla percezione d’insieme, cui fanno spesso da contraltare scene in macchina che regalano squarci di una città magmatica, abnorme, totalmente frammentata, impossibile da decrittare. (…) La frammentazione e la parzialità del vedere sono ripresi efficacemente anche nell’uso degli specchi (…) e solo nel bellissimo finale un dolly si spalanca sulla folla dei manifestanti mentre su di un palazzo l’immagine di Mubarak viene cancellata. Le luci sono fredde, come i neon della Centrale o delle case povere, e via via che la storia trova il suo percorso la notte prende il sopravvento con toni glaciali di grigio e blu. Anche la città di giorno è opaca, sa di polvere e di smog, e i colori sono molto attenuati.
È grazie a queste precise scelte stilistiche che Saleh in Omicidio al Cairo riesce a far emergere anche espressivamente la trama più profonda del racconto. (…) Vincitore del Premo della Giuria come miglior film straniero al Sundance 2017, Omicidio al Cairo è uno di quei film in cui il godibile intreccio serve a leggere una vicenda più grande e vasta, perché ne coglie efficacemente la struttura. Impossibile non pensare a Giulio Regeni, rapito proprio il 25 gennaio 2016, la cui morte resta un caso angosciosamente irrisolto, avvolto da omertà e menzogne. (Elisa Battistini, Quinlan.it)

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